E’ molto difficile dire, scrivere o mostrare qualche cosa di più ovvio e banale a Venezia che non sia il vaporetto. Presente fin dalla fine del XIX secolo con le imbarcazioni della serie “Regina Margherita”, gestite dalla Società Veneta Lagunare e già presente sulle cartoline fin dall’inizio del XX secolo, questa imbarcazione ha visto passare centinaia di milioni di persone nel corso dei decenni, e ha mantenuto il nome di quando ancora era alimentata da un motore a vapore, invece che diesel. Ci sono i vaporetti di inizio secolo, che vediamo nelle ingiallite foto in bianco e nero, con le panche di legno e gli uomini con il cappello a cilindro, in un Canal Grande non ancora invaso da altre imbarcazioni a motore; oppure quelli precedenti alla II^ guerra mondiale, con la cabina di pilotaggio già spostata in avanti, molto simili a quelli odierni. Il vaporetto della famosa foto del Maestro Berengo Gardin, scelta da Cartier-Bresson come una delle cento migliori fotografie della storia, e i vaporetti di oggi, nella loro forma consolidata, con le pubblicità sgargianti e la cabina stracolma di gente e di valige. Oppure, ci sono i vaporetti spiaggiati o affondati, quelli che non avremmo mai voluto vedere, dopo la terribile acqua alta del 12 novembre 2019.

Ebbene, quest’anno l’Associazione Fotografica Marco Polo ci mostra un nuovo ritratto di questi protagonisti della vita veneziana. Un ritratto vario e realistico, che fotografa queste imbarcazioni così come sono, nella loro forma contemporaneamente antica e moderna, a volte stravaganti come le immagini che portano stampate sui fianchi, oppure vuote, severe e buie nelle fredde serate d’inverno. Concepite per la mobilità da un capo all’altro della via acquea più bella del mondo, e spesso ridotte a contenitori di troppe persone costrette ad una forzata convivenza. Teatri di litigi tra turisti e residenti, incubo per i pendolari, plebei che non possono permettersi il lusso di vivere nel centro storico, ma anche luogo di nuovi incontri e di moderne barriere fatte di smartphones. E’ certo che questa mostra rappresenterà una vera scoperta anche per chi credesse di saperne abbastanza e che permetterà di vedere con altri occhi questa imbarcazione, entrata a pieno titolo a far parte della storia di Venezia.

Marc De Tollenaere