Ernesto Bazan è Socio Onorario dell’Associazione Fotografica Marco Polo,

Tessera Socio Onorario n. 002.

Ernesto Bazan (Palermo 1959)

Il Direttivo dell’Associazione Fotografica Marco Polo ha il piacere di annunciare che anche il fotografo Ernesto Bazan ha accettato con piacere di diventare Socio Onorario.

Ernesto Bazan non si definisce un fotogiornalista, preferisce essere un fotografo di strada anche se ama definirsi piuttosto “fotografo poeta” e bastano davvero pochissimi minuti per capire che è proprio questo che cerca nella fotografia: la poesia della vita.

Bazan ricorda sempre con emozione le parole del mirabile scrittore portoghese Fernando Pessoa: “C’è poesia attorno a noi, c’è poesia dappertutto. C’è poesia in questa penna con cui scrivo, in questo foglio di carta e in questo calamaio con cui sto scrivendo”.

Il suo calamaio è la sua macchina fotografica.

A differenza di altri fotografi, che riescono semplicemente a fotografare il dolore, la tragedia, Bazan cerca di catturare anche dei momenti felici.

Cittadino del mondo, preferisce definirsi Ernesto Bazan, un uomo che ha avuto il privilegio e la fortuna di poter condividere culture e esperienze diverse specialmente in America Latina, che rappresenta per lui il presente e il suo futuro. L’Italia il suo passato. Da quando infatti ha iniziato a fotografare circa nel ’77, Bazan non ha fatto altro che cercare la sua infanzia siciliana e proprio a Cuba per 14 anni ha trovato la sua tanto amata Palermo.

La fotografia per lui ha un significato molto intimo e personale. Le sue fotografie parlano di umanità senza venature politiche. Cerca di raccontare tra realtà e finzione il ventaglio di emozioni dell’uomo. Per lui la fotografia è sempre finzione, si attinge dalla realtà per poi creare un mondo estremamente personale. Lui cerca di cogliere la “quinta essenza del suo stato d’animo”.

La fotografia è una continua e profonda sfida con se stessi.

Per trasformare la fotografia in un’icona, per creare quindi delle immagini dense di metafore e di significato, il fotografo con la sua sensibilità deve riuscire a cogliere dei momenti fotografici nel fluire inarrestabile della realtà e saper coniugare in maniera ben equilibrata forma e contenuto, uomo e natura, perché tutto deve funzionare all’interno di uno scatto.

Per mantenere la sovranità e l’indipendenza assoluta del suo lavoro, Bazan è diventato inoltre editore di se stesso anche grazie all’aiuto dei suoi studenti e compagni di vita.

Complimenti Ernesto da parte di tutti i Soci, un grazie davvero per le tue poesie a cui cercheremo di ispirarci per migliorarci sia come persone che come fotografi!

Venezia, 16 aprile 2013

 testo a cura di Caterina Boniollo